Serie A: La Roma ha vinto la Conference League e scritto un pezzo di storia

27 maggio 2022 17:00:42 CET
José Mourinho, tecnico della Roma.

La Roma ha battuto il Feyenoord per 1-0 a Tirana conquistando una vittoria storica in una finale europea.

Grazie alla rete di Nicolò Zaniolo, i giallorossi conquistano il primo titolo nelle competizioni UEFA e José Mourinho diventa il primo allenatore ad aver vinto le tre principali competizioni europee: Europa League, Champions League e ora, la Conference League alla sua prima edizione. 

Il percorso del Feyenoord

La Roma è partita dai playoff, prima di approdare ai gironi. Il percorso del Feyenoord è stato invece più lungo, con il turno di qualificazione iniziato già il 22 luglio, in trasferta contro il Drita, squadra del Kosovo, superata solo nella gara di ritorno, grazie alla vittoria per 3-2, dopo lo 0-0 dell'andata.
Da lì in poi è stato tutto più facile per gli olandesi che hanno superato prima il Lucerna e poi l'Elfsborg ai playoff. Nella fase a gironi, 4 vittorie e 2 pareggi, ottenuti contro Slavia Praga, Union Berlino e Maccabi Haifa. Agli ottavi di finale il Feyenoord ha superato facilmente il Partizan, ai quarti è stata decisiva nuovamente la vittoria nella gara di ritorno contro lo Slavia Praga. La spinta fondamentale verso la finale è arrivata con la vittoria per 3-2 conquistata sul proprio campo contro il Marsiglia. Nella gara di ritorno, contro la squadra di Sampaoli, al Feyenoord è bastato il pareggio a reti bianche per giocarsi tutto nell'ultima sfida contro la Roma.

Il percorso della Roma

La Roma ha iniziato il suo cammino verso la finale di Conference con la sfida contro il Trabzonspor, che ha visto l'esordio di Mourinho sulla panchina dei giallorossi. La vittoria all'andata contro i turchi, battuti poi anche al ritorno, ha avviato la squadra capitolina verso la fase a giorni, caratterizzata da alti e bassi, con prestazioni da dimenticare e altre da incorniciare. Dai successi conquistati contro CSKA Sofia, (5-1), e Zorya (3-0) alla cocente sconfitta subita contro il Bodo/Glimt nella sfida terza giornata (6-1). Dopo due vittorie e il pareggio nel ritorno contro il Bodo/Glimt è arrivato il passaggio del turno. Agli ottavi la squadra di Mourinho ha superato il Vitesse, prima di incrociare nuovamente la squadra di Kjetil Knutsen: la vittoria per 2-1 dei norvegesi all'andata ha dato nuova spinta ai giallorossi, che al ritorno si sono imposti sul Bodo/Glimt con un netto per 4-0. Una vittoria che ha dato nuova consapevolezza alla Roma, anche in campionato.

In semifinale, contro il Leicester, alla squadra di Mourinho è bastata la rete di Tammy Abraham per staccare il pass per la finale di Tirana, dopo il pareggio per 1-1 conquistato contro le Foxes nella gara d'andata.
Anche se le due gare in cui Roma e Feyenoord si erano affrontate prima della finale di Conference, si erano concluse con una vittoria dei giallorossi e un pareggio, il risultato della gara di Tirana non era affatto scontato, la Roma era consapevole dell'importanza della sfida e arrivava da un percorso non facile in campionato, dove, pur avendo lasciato qualcosa per strada, è riuscita comunque a centrare un piazzamento nella prossima edizione dell'Europa League. La squadra di Mourinho è stata capace di gestire fatica e tensione riuscendo a conquistare la prima, storica vittoria in una finale europea concludendo nel modo giusto una stagione disputata ad alti livelli, considerato il doppio impegno.  

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Mourinho, fin dall'inizio la scelta vincente

La Roma ha conquistato il suo primo trofeo europeo della storia. I giallorossi non avevano mai vinto una competizione UEFA e a guidarli in questa impresa, molto probabilmente poteva essere solo Mourinho. Il tecnico portoghese è stata la scelta migliore per la squadra capitolina e i motivi sono diversi. Serviva una guida che sapesse andare oltre i traguardi nazionali e spingersi verso obiettivi europei. Spesso questo tipo di strada non può essere seguita lavorando solo sulla tecnica, perché a prescindere dalle risorse a disposizione, ad influenzare rendimento e risultati è quasi sempre l'aspetto mentale. Ed è su questo che si basa il grande lavoro fatto dal tecnico portoghese con la Roma, che al termine della stagione appena trascorsa, ha dato l'impressione di essere una squadra completamente diversa da quella di partenza.

La prova sta nel sorprendente percorso fatto in Conference League ma anche il cammino in campionato dopo un avvio non semplice. La Roma aveva una doppia chance di centrare un piazzamento nella prossima edizione dell'Europa League, alla squadra di Mourinho sarebbe bastato vincere la Conference, ma i giallorossi non hanno lasciato nulla al caso e si sono guadagnati il posto in Europa battendo il Torino per 3-0 nell'ultima sfida di campionato, prima di concentrarsi sulla Conference e vincere anche quella.

Sabato allo Stade de France di Saint-Denis a Parigi è in programma un'altra importante finale che vedrà Liverpool e Real Madrid contendersi la vittoria della Champions League 2021/22. La vittoria della squadra di Jürgen Klopp entro i tempi regolamentari è quotata a 2.00, il successo del Real Madrid entro i tempi regolamentari è proposto a 3.50, a 3.75 si gioca il pareggio entro i tempi regolamentari.

Mourinho certezza per il futuro

Mourinho è riuscito a cambiare la mentalità di una squadra che non era partita bene, riportando nuovi stimoli ai giallorossi che non hanno impiegato molto tempo a riporre piena fiducia nel tecnico portoghese. Si è creato un gruppo coeso e determinato che ha portato la Roma a vincere il primo trofeo nelle competizioni UEFA e Mourinho a diventare il primo allenatore della storia ad aver vinto le tre principali competizioni europee, un traguardo importantissimo per il club capitolino e per il tecnico portoghese, che ha conquistato il ventiseiesimo titolo della sua carriera e vinto la sua quinta finale europea. Mourinho, non a caso, è stato anche l'ultimo allenatore a trionfare in Europa alla guida di una squadra italiana, portando l'Inter a vincere la Champions League nel 2010.

Mourinho aveva chiari gli obiettivi fin da inizio stagione, l'allenatore portoghese conosceva potenzialità e limiti della sua squadra e ha sempre affermato di non aver mai ambito alla Champions, ma al termine della gara di Tirana è apparso estremamente soddisfatto per i traguardi raggiunti dalla sua squadra ed è già proiettato al futuro: "Abbiamo fatto il nostro lavoro, siamo in Europa League e abbiamo scritto la storia vincendo la finale. Poi toccherà pensare alla prossima stagione, definendo la strada giusta".

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